Alberto Monetti Web Site

LA NUOVA RESISTENZA

Questo lo slogan che contraddistingue l’ Italia dei Valori i cui attivisti si vedono soli a combattere contro un sistema volto a svuotare col cucchiaino le garanzie costituzionali.

La manipolazione passata attraverso TV e Giornali ci ha distratto dalle cose importanti, sono stati creati bisogni indotti dei quali non vogliamo fare a meno (il cellulare ultimo modello, la TV al plasma) nel frattempo qualche politico all’epoca non ancora tale comprava i diritti televisivi modificava le leggi creava monopoli economici corrompeva giudici, politici, forze dell’ ordine. Intratteneva rapporti con le organizzazioni criminali creando un Impero economico. Certo è difficile stabilire se sia più discutibile chi corrompeva o  chi si faceva corrompere, ma ricordiamoci che entrambi sono reati, entrambi devono essere perseguiti e i colpevoli tutti devono riparare al danno commesso.

La nuova resistenza passa pertanto neccessariamente attraverso un forma di contro-cultura ovvero attraverso la conoscienza e non la stupidità , attraverso l’analisi critica dei contenuti e dei contenitori polici degli attuali contenitori partitici diventa pertanto semplice smontare l’impianto Leghista che in 15 anni di governo della regione Veneto continua a comportarsi come se fosse all’opposizione e le promesse fatte in campagna elettorale rimangono promesse intanto la Regione Veneto vive uno dei suoi periodi peggiori sia nella qualità dei servizi Sanitari che nell’ occupazione. Le Tasse non sono mai diminuite, sono 15 anni che governa il centro destra, il federalismo fiscale non è mai stato attuato, sono 15 anni che governa il centro destra, il milione di posti di lavoro forse è stato attuato ogni posto di lavoro probabilmente durava un giorno o forse un’ ora, sono 15 anni che governa il centro destra.

Le promesse ci sono, le minacce anche………quello  manca sono come sempre i fatti.

Alberto Monetti

347/3069025

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17 aprile 2010 Posted by | 1 | , , , , , , , , , | Lascia un commento

ASSEMBLEA COSTITUENTE ITALIA DEI VALORI

UFFICIO DI PRESIDENZA Italia dei Valori

Roma 21 luglio 2009

Oggetto: comunicazioni importanti a tutti gli iscritti ed a tutti i componenti dell’organizzazione di IDV

Cari amici,

Vi comunico che L’Ufficio di Presidenza di IDV, in ottemperanza ed attuazione di quanto deliberato lo scorso 22 giugno dall’Esecutivo Nazionale del partito e dopo averne discusso nella riunione di gruppo del 14  luglio u.s (ricevendone utili indicazioni) con i parlamentari del Gruppo IDV di Camera e Senato, ha deciso e disposto quanto segue:

1 – UFFICIO NAZIONALE ORGANIZZATIVO :

– è costituito l’Ufficio Nazionale Organizzativo (UNO) del partito, con sede in via di S. Maria in Via n. 12, 00187 Roma  – tel: 06-97848144 – fax 06-97848355 – email: info@italiadeivalori.it;

– l’Ufficio è coordinato dal Responsabile organizzativo nazionale di IDV On.le Ivan Rota (tel. 335/5379996 – fax 06/67603393 – e-mail rota_i@camera.it) e dal Responsabile Nazionale Enti Locali On.le Ignazio Messina (tel. 348/7366770 – fax 06/67604216 – e-mail messina_i@camera.it);

– all’Ufficio nel suo complesso è assegnato almeno un collaboratore amministrativo;

…………………………

2 – CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO:

– Il Congresso nazionale IDV si svolge tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2010 a Roma;

– al fine di individuare ed eleggere i “delegati” titolati a partecipare al Congresso Nazionale sono indette apposite “Assemblee provinciali” degli iscritti in tutte le province;

– nei Comuni ove il numero degli iscritti è superiore a 800 (ottocento) unità, in luogo delle assemblee provinciali si svolgono le “assemblee cittadine”.

– gli organi di Coordinamento regionali possono altresì disporre – previa autorizzazione dell’Ufficio di Presidenza, e per esso, dell’Ufficio Nazionale Organizzativo (UNO) le  “assemblee interterritoriali”;

– coloro che partecipano ad una assemblea non possono partecipare alle altre;

– alle predette Assemblee ha diritto a partecipare la “base degli iscritti”, ovvero gli iscritti al partito già in regola con l’iscrizione per l’anno solare 2009 ed inoltre coloro che risultano regolarmente iscritti alla data del 20 novembre 2009;

– si considerano già regolarmente iscritti al partito coloro i cui nominativi sono comunicati, entro il 30 luglio 2009, dai coordinatori provinciali e regionali al sopraindicato Ufficio Nazionale Organizzativo (UNO);

– i Coordinatori provinciali e regionali fanno altresì pervenire all’UNO – ogni 15 giorni e fino alla data del 20 novembre 2009 – anche l’aggiornamento delle nuove iscrizioni;

– l’Ufficio Nazionale Organizzativo (UNO) e l’Ufficio di Presidenza Nazionale (UPN) del partito possono anche acquisire direttamente le iscrizioni, nel qual caso trasmettono per conoscenza una copia delle nuove iscrizioni ricevute al coordinatore provinciale e regionale competente per territorio;

– le iscrizioni al partito possono essere consegnate (anche per posta) alle sedi nazionali, regionali e provinciali del partito. Possono essere effettuate anche tramite internet ma, in quest’ultimo caso, devono comunque essere regolarizzate entro la data del 20 novembre per essere valide ai fini congressuali;

– le iscrizioni s’intendono avvenute nel luogo di abituale dimora ovvero – in mancanza di indicazioni utili – nel luogo ove viene ricevuta la domanda;

– per gli italiani e gli stranieri residenti all’estero, le iscrizioni possono avvenire anche attraverso internet tramite l’indirizzo di posta elettronica della segreteria dell’Ufficio Nazionale Organizzativo (via di S. Maria in Via n. 12, 00187 Roma  – tel: 06-97848144 – fax 06-97848355 – email: info@italiadeivalori.it);

– le quote di iscrizione vanno così individuate:

a) per coloro che risultano già iscritti per l’anno 2009, vale la quota da loro versata;

b) per i giovani che hanno meno di 30 anni e per gli adulti che hanno più di 65    anni, l’iscrizione è di 10 euro;

c) per gli altri, la quota ordinaria è di 20 euro;

d) le altre quote dovute dagli amministratori e dagli eletti, differenziate in funzione del ruolo ricoperto, restano quelle stabilite e già in essere;

e) i residenti all’estero sono esentati dal pagamento della quota di iscrizione;

– gli Uffici di Coordinamento regionale possono stabilire quote diverse, giacchè le somme riscosse restano tutte a disposizione della Tesoreria regionale del partito, a cui devono essere rimesse in tempo reale.

– sono titolati a partecipare alle assemblee per l’elezione dei “delegati al Congresso nazionale” coloro la cui iscrizione risulta – da attestazione del Tesoriere regionale – in regola con il versamento della quota di iscrizione;

– si considerano in regola quelle iscrizioni, i cui nominativi risultano negli elenchi validati e rilasciati dall’Ufficio Nazionale Organizzativo. Si specifica che le iscrizioni al partito che pervengono in data successiva al 20 novembre 2009 sono valide ma non utilizzabili ai fini congressuali, anche se l’iscrizione sia avvenuta in data precedente.

– alla “base degli iscritti” spetta il compito di eleggere i “delegati per il congresso nazionale” , secondo la ripartizione regionale già disposta dall’Esecutivo nazionale del 26 giugno e che qui integralmente si ritrascrive:

Liguria                                             130

Piemonte                                        200

Valle d’Aosta                                   10

Lombardia                                     300

Veneto                                             200

Trentino                                              15

Alto Adige                                          15

Friuli Venezia Giulia                      80

Emilia Romagna                            200

Toscana                                             180

Marche                                              140

Umbria                                                 80

Lazio                                                    240

Abruzzo                                              180

Molise                                                    60

Campania                                           240

Puglia                                                   200

Basilicata                                             80

Calabria                                               150

Sicilia                                                    200

Sardegna                                              100

– ai delegati sopracitati si aggiungono n. 60 (sessanta) delegati della  “Circoscrizione estero”, di cui 40 riservati all’Europa (con un massimo di due per ciascuna nazione) e 20 alle nazioni extraeuropee (sempre con il limite di due per nazione);

– in ogni Regione, le strutture regionali l’Ufficio Nazionale Organizzativo Nazionale entro la data del 20 settembre (Assemblea programmatica di Vasto) comunica – sentiti il Coordinatore regionale ed i Responsabili provinciali – la ripartizione su base provinciale dei delegati medesimi;

– successivamente alla chiusura delle iscrizioni valide per il Congresso nazionale (20 novembre 2009), l’Ufficio di Presidenza (UPN) – tenuto conto del numero delle iscrizioni e della loro distribuzione territoriale – si riserva di confermare o di variare (entro i successivi 10 giorni) la distribuzione territoriale dei delegati in ciascuna provincia, fermo restando il numero massimo sopra indicato per ciascuna Regione e per la Circoscrizione Estero.

– i “delegati per il Congresso nazionale” sono eletti dalle rispettive “Assemblee provinciali o territoriali”, previa presentazione – anche nello stesso giorno, ma non oltre l’orario di apertura della seduta – delle singole candidature, accompagnate da almeno 10 sottoscrittori regolarmente iscritti al partito alla data del 20 novembre 2009;

– risultano eletti i delegati che ricevono il maggior numero di consensi, in via diretta e personale e senza facoltà di delega. In caso di rinuncia o decadenza di alcuno di essi, subentra il primo dei non eletti;

– al fine di garantire un’adeguata rappresentanza femminile, almeno il 30% dei delegati viene riservato da ogni assemblea provinciale e territoriale alle donne. Nelle predette assemblee, in caso di non raggiungimento della predetta soglia minima del 30%, la prima delle donne non elette sostituisce l’ultimo degli uomini eletti e così a seguire, fino alla congruenza;

– sono “delegati di diritto” al Congresso Nazionale (ed in tal senso si aggiungono ai delegati eletti) i componenti dell’Esecutivo nazionale ed i sindaci o Presidenti di Provincia iscritti al partito alla data del Congresso nazionale. Sono inoltre delegati di diritto i consiglieri e assessori provinciali e regionali ed i consiglieri e assessori nei comuni sopra i 15 mila abitanti che alla data del Congresso nazionale risultano iscritti all’Italia dei Valori.

– i delegati al Congresso nazionale eleggono il Presidente nazionale e il Tesoriere del partito che restano in carica almeno fino alle elezioni politiche del 2013. Eleggono altresì n. 20 componenti dell’Esecutivo Nazionale di IDV in aggiunta a quelli di diritto previsti dallo Statuto. Essi restano in carica fino al successivo congresso nazionale IDV. In caso di rinuncia o cessazione dell’incarico di alcuno di essi subentra il primo dei non eletti.

– con l’elezione del Presidente nazionale, il Congresso nazionale approva il programma politico e l’assetto organizzativo proposto dal candidato Presidente eletto;

– i “candidati non eletti” delle Assemblee provinciali e territoriali hanno diritto a partecipare, senza diritto di voto, al Congresso nazionale IDV;

– al fine di garantite la massima trasparenza nella fase del tesseramento e delle varie fasi congressuali, l’Ufficio di Presidenza nomina in ogni Regione entro il 20 settembre (Assemblea programmatica di Vasto) un “Garante Regionale” il quale, a sua volta, può avvalersi di un “Collaboratore provinciale per le assemblee” per ciascuna Provincia;

– il Garante regionale risponde direttamente all’Ufficio di Presidenza e – per esso – al Responsabile nazionale dell’organizzazione ed al Responsabile nazionale enti locali e a costoro riporta tutti i dati congressuali e tutte  le iscrizioni e le variazioni dei tesserati.

– il Garante regionale per le assemblee ed i suoi collaboratori provinciali sono membri di diritto del Congresso nazionale.

– le spese per lo svolgimento delle funzioni dei Garanti sono sostenute dalla Tesoreria nazionale del partito, con cui ciascun Garante deve prioritariamente raccordarsi per le necessarie autorizzazioni alle spese;

– si riepiloga e specifica la seguente tempistica congressuale (previa revoca di qualsiasi altra data da chiunque precedentemente fissata):

a) entro il 30 luglio 2009 va completato il censimento di coloro che già risultano regolarmente iscritti a Italia dei Valori;

b) da subito si può procedere alla campagna per le nuove adesioni o per la regolarizzazione di quelle precedenti;

c) le adesioni valide per partecipare alle assemblee   provinciali e territoriali terminano il 20 novembre  2009;

d) entro il 30 novembre sono esaminate inappellabilmente eventuali osservazioni o ricorsi;

e) le Assemblee provinciali e territoriali sono fissate a partire dal 1 dicembre 2009 e non oltre il 20 gennaio 2010;

f) il Congresso nazionale si svolge entro la data del 10 marzo 2010;

3 – ASSEMBLEA NAZIONALE “GIOVANI IDV”:

– E’ indetta l’Assemblea nazionale per la elezione del “Coordinatore nazionale Giovani IDV”, con le modalità previste per l’elezione del Presidente nazionale, in quanto applicabili;

– hanno diritto a partecipare all’“Assemblea Nazionale Giovani” i “delegati eletti” nonché i primi 3 candidati non eletti in ciascuna delle predette assemblee provinciali e territoriali che alla data del 20 novembre 2009, hanno compiuto i 16 anni e non hanno ancora compiuto 35 anni di età. Vi partecipano inoltre i “delegati di diritto” con età inferiore ai 35 anni alla data dell’Assemblea nazionale;

– Il “Garante regionale per le assemblee provinciali e territoriali” ed i suoi collaboratori provinciali curano il rispetto della regolarità delle operazioni;

– l’assemblea nazionale “Giovani IDV” si svolge contemporaneamente al Congresso nazionale del partito. L’elezione del “Coordinatore nazionale Giovani” si svolge prima dell’ elezione del Presidente nazionale del partito;

– “L’assemblea nazionale Giovani IDV” può eleggere – unitamente al Coordinatore nazionale Giovani e previo assenso dell’Ufficio di Presidenza nazionale – anche altri organi e assegnare altre funzioni.

———————-

4 – ASSEMBLEA NAZIONALE DONNE IDV:

– E’ indetta l’Assemblea nazionale per l’elezione della “Coordinatrice nazionale Donne IDV”, con le modalità previste per l’elezione del Presidente nazionale, in quanto applicabili;

– hanno diritto a partecipare alla predetta assemblea le “delegate elette” (anche a seguito del bilanciamento applicato per garantire le pari opportunità) in ciascuna delle assemblee provinciali e territoriali. Vi partecipano inoltre le “delegate di diritto” alla data dell’Assemblea nazionale;

– “l’Assemblea nazionale Donne IDV” si svolge contemporaneamente al Congresso nazionale del partito. L’elezione della “Coordinatrice nazionale” si svolge prima dell’elezione del Presidente nazionale del partito e successivamente a quella del “Coordinatore Giovani IDV”;

– il “Garante regionale per le assemblee provinciali e territoriali” ed i suoi collaboratori provinciali curano il rispetto della regolarità delle operazioni;

– “l’assemblea nazionale Donne IDV” può eleggere – unitamente alla Coordinatrice nazionale donne e previo assenso dell’Ufficio di Presidenza nazionale – anche altri organi e assegnare altre funzioni.

…………………………………

5 – CONGRESSI REGIONALI E TERRITORIALI:

– sono indetti i Congressi regionali, provinciali e territoriali IDV per l’anno 2010 al fine di eleggere i Coordinatori regionali, i Responsabili provinciali ed i  Responsabili cittadini di Italia dei Valori, nonché i rispettivi Tesorieri;

– i Congressi si svolgono secondo le regole previste dallo “Statuto regionale unico” che l’Ufficio di Presidenza, sentito l’Esecutivo nazionale, si riserva di approvare entro la data del Congresso nazionale. Lo Statuto regionale unico, una volta approvato, sostituisce tutti gli altri Statuti regionali vigenti;

– i predetti congressi si svolgono in tutte le Regioni ed in tutte le province nonché in tutti i Comuni capoluogo di regione e di provincia ed in tutti i Comuni superiori a 50 mila abitanti;

– gli Organi di Coordinamento regionali possono disporre ulteriori congressi cittadini o interterritoriali laddove ne ravvisino l’opportunità. Stessa facoltà spetta anche all’Ufficio Nazionale Organizzativo (UNO), sentiti i competenti coordinatori regionali.

– prima dei Congressi regionali, provinciali e territoriali, il partito deve dotarsi di una solida e ben riconosciuta base di iscritti.

– La “base degli iscritti” è costituita per ciascuna realtà territoriale (Regione, Provincia, Comune, Comunità interterritoriale):

a) dagli iscritti a IDV alla data del 20 novembre 2009 secondo gli elenchi stilati e rilasciati dall’Ufficio Nazionale Organizzativo (UNO), purchè alla data in cui si terranno i rispettivi congressi essi abbiano rinnovato l’iscrizione al partito;

b) da coloro che si iscrivono regolarmente al partito – secondo le modalità indicate al punto 2 – entro il giorno fissato per le elezioni regionali del 2010;

c) dai “delegati di diritto” alla data dei rispettivi Congressi (individuati secondo le modalità del punto 2, allargata agli eletti ed agli amministratori di tutte le assemblee elettive nei rispettivi territori, ivi compresi i comuni sotto i 15 mila abitanti);

– a tal fine, i Coordinatori provinciali e regionali devono far pervenire all’Ufficio Nazionale Organizzativo ogni 15 giorni e, fino alla data dei rispettivi Congressi, l’aggiornamento delle nuove iscrizioni e l’elenco degli eletti;

– l’Ufficio Nazionale Organizzativo e l’Ufficio di Presidenza nazionale del partito possono anche acquisire direttamente le iscrizioni al partito, nel qual caso trasmettono per conoscenza una copia delle nuove iscrizioni ricevute al coordinatore provinciale e regionale competente per territorio;

– le iscrizioni al partito possono avvenire anche tramite internet ma devono comunque essere regolarizzate in tempo utile per essere valide ai fini congressuali;

– si considerano iscritti al partito e titolati a partecipare a tutte le incombenze congressuali territoriali coloro che risultano in regola con il pagamento della quota di iscrizione e la cui iscrizione risulta negli elenchi validati dall’Ufficio Nazionale Organizzativo. Si specifica che le iscrizioni al partito che arrivano in data successiva a quella fissata per le prossime elezioni regionali 2010 sono valide ma non sono utilizzabili ai fini congressuali territoriali anche se l’iscrizione sia avvenuta in data precedente.

– ai fini della certificazione definitiva degli iscritti al partito ad ogni livello territoriale, fanno fede gli elenchi degli iscritti rilasciati dalla sede nazionale del partito, previa validazione dell’Ufficio di Presidenza o – per esso – dell’Ufficio Nazionale Organizzativo (a cui i tesorieri regionali devono inviare in tempo utile la certificazione di regolare pagamento delle quote di iscrizione)

– compito della “base degli iscritti” è di eleggere – direttamente, personalmente e senza facoltà di delega – nei comuni il Responsabile cittadino e interterritoriale di IDV e nelle provincie il responsabile provinciale nonché i rispettivi Responsabili di Tesoreria;

– la “base degli iscritti” elegge, inoltre, direttamente, personalmente e senza facoltà di delega il Coordinatore regionale ed il Tesoriere regionale nei casi in cui la base  degli iscritti non superi 3.000 (tremila) unità, altrimenti la base per il Congresso regionale è composta da delegati provinciali (eletti contemporaneamente al Responsabile provinciale) in misura di un delegato ogni 5 iscritti che – partecipando personalmente al Congresso provinciale – esprimono direttamente in tale sede la preferenza verso il candidato-delegato;

– il “Coordinatore della Circoscrizione estero” viene eletto dai cittadini italiani residenti all’estero che risultano regolarmente iscritti alla data delle elezioni regionali 2010 secondo le modalità e formalità indicate al punto 2 e con gli accorgimenti che saranno rese note dall’Ufficio di Presidenza in tempo utile, avuto riguardo al numero delle iscrizioni ed al rispetto dell’equa rappresentanza territoriale.

– con l’elezione del Coordinatore regionale, i Congressi regionali approvano anche il programma ed il modello organizzativo (non in contrasto con le norme statutarie) che accompagna la sua candidatura;

– al fine di garantire la massima trasparenza nella fase del tesseramento e delle varie fasi congressuali, l’Ufficio di Presidenza nazionale nomina in ogni Regione un “Garante per il Congresso regionale ” il quale a sua volta potrà avvalersi di un Collaboratore per ciascuna Provincia”;

– di regola – e salvo diversa indicazione del Presidente nazionale – il Garante per il Congresso regionale” coincide con il Garante regionale per Congresso nazionale di cui al precedente punto 2;

– il Garante regionale risponde direttamente all’Ufficio di Presidenza e – per esso – all’Ufficio Nazionale Organizzativo e a quest’ultimo riporta tutti i dati congressuali e tutte  le iscrizioni e le variazioni dei tesserati;

– il Garante per il Congresso ed i suoi collaboratori provinciali non possono presentare la propria candidatura come Responsabili Provinciali o Coordinatori regionali nei territori ove esercitano la loro funzione.

– le spese per il funzionamento dei Garanti congressuali sono sostenute dalla Tesoreria nazionale del partito, con cui ciascun garante deve prioritariamente raccordarsi per le necessarie autorizzazioni alle spese;

– l’intera fase congressuale regionale e territoriale ha inizio dalla data della presente delibera (14 luglio 2009) e termina con l’elezione di tutti i Coordinatori regionali 2010;

– i Congressi cittadini, interterritoriali e provinciali hanno inizio a partire dal 15 maggio 2010 e si concludono inderogabilmente entro il 31 luglio 2010;

– i Congressi regionali hanno inizio a partire dal 1 settembre 2010 e si concludono inderogabilmente entro il 31 ottobre 2010;

– durante la fase congressuale, le strutture territoriali del partito attualmente in carica conservano il loro ruolo salvo i casi in cui l’Ufficio di Presidenza proceda diversamente (es. Commissariamento di specifiche aree territoriali). I coordinatori regionali e provinciali devono comunque informare ed aggiornare tempestivamente i Garanti regionali per il Congresso (man mano che vengono nominati) sull’andamento e la gestione del partito nel territorio;

– durante i Congressi regionali vengono eletti anche il “Coordinatore regionale Giovani IDV” e la “Coordinatrice regionale Donne IDV”, secondo le modalità indicate nei precedenti punti 2 e 3 in quanto applicabili (intendendosi per “under 35” gli iscritti che tali risultano alla data delle elezioni regionali 2010);

– in occasione dei Congressi cittadini, interterritoriali e provinciali possono essere eletti – ove se ne ravvisi l’opportunità in base al numero degli iscritti – i corrispondenti “Responsabili territoriali Giovani IDV”  e le corrispondenti “Responsabili territoriali Donne IDV” secondo le modalità indicate nel precedente  punto 2 in quanto applicabili.

……………………….

6 – LISTE ELEZIONI REGIONALI 2010:

– al fine di assicurare un equo bilanciamento fra il dovuto riconoscimento alle strutture esistenti e la massima apertura al contributo esterno, l’individuazione dei candidati per le prossime elezioni regionali 2010 vanno sottoposte  al preventivo vaglio ed alla definitiva selezione dell’Ufficio di Presidenza IDV onde garantire la migliore e la maggiore rappresentatività delle liste;

– anche le scelte delle alleanze politiche e di coalizione vanno previamente concordate con l’Ufficio di Presidenza onde garantire uniformità di indirizzo in tutto il territorio nazionale;

……………………………

7 – DIPARTIMENTI TEMATICI NAZIONALI

– sono istituiti i seguenti “Dipartimenti tematici nazionali” previo azzeramento di ogni dipartimento o sezione tematica precedentemente istituita:

1 – Riforme istituzionali e politiche dell’Unione Europee;

2 – Giustizia e Sicurezza;

3 – Economia e Finanze;

4 – Lavoro e Welfare;

5 – Ambiente, Territorio e Infrastrutture;

6 – Ricerca, Istruzione e Beni culturali;

– l’intera struttura dipartimentale è coordinata dal “Coordinatore nazionale dei Dipartimenti” ed ogni Dipartimento è diretto da un “Responsabile nazionale di Dipartimento”;

– i Dipartimenti sono strutturati in specifiche  “Sezioni dipartimentali”, per singole materie, a loro volta dirette da “Responsabili nazionali di Sezioni dipartimentali”.

– le singole suddivisioni ed i relativi incarichi sono istituiti con provvedimento del Presidente  nazionale del partito;

– ad ogni Dipartimento nel suo complesso viene assegnato almeno un collaboratore amministrativo e ha a disposizione un proprio ufficio in una sede nazionale del partito.

– i responsabili dei Dipartimenti e delle Sezioni dipartimentali nazionali possono avvalersi di collaborazioni esterne ma, in caso di spese da sostenere, vi deve essere la preventiva autorizzazione della Tesoreria nazionale. Possono usufruire dell’ausilio dell’Ufficio stampa del partito e degli altri uffici amministrativi e logistici;

– i Dipartimenti non hanno autonomia decisionale e costituiscono una struttura di supporto per l’attività dell’Ufficio di Presidenza e dell’Esecutivo Nazionale IDV con i seguenti obiettivi:

a – elaborare in modo approfondito, innovativo e tempestivo i temi fondamentali del programma politico di IDV (anche attraverso il confronto costante con i Gruppi parlamentari italiani ed europei del partito ed i rispettivi Uffici legislativi);

b – stabilire un rapporto organico tra il centro e la periferia del partito (ivi compresa la possibilità di incentivare ed attivare specifici Dipartimenti tematici territoriali e di settore);

c – realizzare eventi ed occasioni di confronto e discussione politica con le varie parti sociali interessate e con i cittadini.

– i responsabili dei singoli Dipartimenti e delle relative Sezioni Dipartimentali partecipano ai lavori dell’Esecutivo Nazionale, in relazione ed in occasione di discussioni riguardanti materie di loro competenza;

…………………….

8 – VARIE:

Si ribadiscono i seguenti punti discussi ed approvati dall’ultimo Esecutivo nazionale:

– l’annuale Assemblea programmatica dell’Italia dei Valori si tiene in occasione della “Festa del partito” a Vasto nei giorni 18-19-20 settembre con accredito sin dal pomeriggio di giovedì 17 settembre. In tale occasione, l’Ufficio di Presidenza illustra all’Esecutivo nazionale le procedure regolamentari per la realizzazione del Congresso Nazionale e dei Congressi regionali e territoriali nonché gli altri aspetti organizzativi.

– sono vietati i doppi incarichi istituzionali ed è sancito l’obbligo, per quanti si trovano in tale condizione, di optare per un solo incarico entro il 15 settembre p.v (es. consigliere provinciale oppure assessore comunale; ed ancora: parlamentare o consigliere). Eventuali deroghe sono rilasciate dall’Ufficio di Presidenza, sentito il parere dell’Ufficio Nazionale Organizzativo.

ANTONIO DI PIETRO

(dipietro@italiadeivalori.it)

9 settembre 2009 Posted by | 1 | , , , , , , , , , | 1 commento

AL CAPITALISO PIACE QUESTA CRISI ECONOMICA

Di seguito presento un’analisi di Giorgio Cremaschi, della FIOM-CIGL e fondatore della Rete 28 Aprile, riguardante l’attacco ai diritti dei lavoratori in una fase di dissesto economico-sociale in atto nel nostro paese, dal titolo eloquente “Al capitalismo piace questa crisi”.
La finalità del sindacalista, autore dello scritto, è quella di spiegare le ragioni più profonde dello sciopero generale del 12 dicembre prossimo venturo, che la CGIL ha proclamato in splendida solitudine per contrastare una manovra complessiva dell’esecutivo pidiellino-leghista, la quale sembra rivolta a “riformare” il mondo del lavoro italiano in senso favorevole alla sola industria decotta, riunita sotto le bandiere di Confindustria e decisa a continuare sulla via della compressione dei salari, della progressiva eliminazione delle garanzie ai lavoratori e dello sfruttamento della flessibilità selvaggia del lavoro in ogni settore.
L’azione governativa dell’esecutivo pidiellino prevede tutta una serie di misure – da quelle relative alla detassazione dei soli straordinari, che rafforza la componente discrezionale della retribuzione a scapito di quella fissa e garantita, alla deregolamentazione che indebolisce il contratto nazionale [legge n° 133 del 2008], dal ripristino del lavoro a chiamata al peggioramento delle condizioni di salute e sicurezza del lavoratore – che delineano un quadro futuro molto fosco per gran parte della popolazione italiana, che di lavoro dipendente vive.

Ritengo che l’analisi di Cremaschi sul tema del nuovo sfruttamento di un lavoro con sempre meno difese e protezioni sociali sia molto lucida, forse la migliore che ho avuto occasione di leggere in queste ultime settimane, e per tale motivo mi sento quasi in dovere di proporla.Dal mio punto di vista – per altro non troppo dissimile da quello del sindacalista della FIOM – insisto nell’affermare che tutti i segnali ci portano a concludere che il capitalismo internazionalizzato della terza età riassume i duri comportamenti, con effetti dirompenti di vistoso arretramento sul piano sociale, caratteristici del primo capitalismo ottocentesco.
In particolare, torna d’attualità la spietata visione dell’economista classico David Ricardo, con la compressione della quota di prodotto riservata ai salari, nell’esaltazione finale di una vera e propria tara genetica del capitalismo: il principio della comparazione dei costi, con la ricerca del più basso costo di produzione che negli ultimi anni ha avuto respiro planetario ed ha conosciuto sempre meno limiti. Ricerca del più basso costo di produzione e massimizzazione del tasso di profitto – al di là di qualsiasi considerazione di ordine sociale, politico ed etico – significa, nella nostra realtà, compressione del costo del lavoro, in particolare se si privilegia, in un ottica meramente “difensiva” rispetto alla concorrenza di mercato, l’innovazione di processo in luogo dell’innovazione di prodotto, caratteristica dell’industria italiana in molti settori, negli ultimi due o tre decenni.
Nella postmodernità, dunque, il capitalismo – assunta una dimensione finanziaria di moltiplicazione fittizia della ricchezza e un nomadismo senza uguali nelle epoche precedenti – ha proceduto nel tentativo di “smantellare” gli stati nazionali e le federazioni, ridotti a semplici catene di trasmissione dei suoi interessi, e di depotenziare, in particolare e per ciò che qui interessa, le tutele e coperture sociali assicurate al lavoro dal compromesso fordista e dalla nascita del welfare. Questo processo di autentica distruzione della dimensione politica e sociale, a solo vantaggio di quella privata e finanziaria del capitale, sembra non arrestarsi anche di fronte alla crisi che avanza, la quale potrà essere sistemica, portando a svolte epocali nella storia umana, e non rappresentare soltanto una “congiuntura” come ci fanno credere in molti.
Fino a quali livelli si può comprimere il monte salari, a vantaggio della quota del prodotto sociale che va ai profitti?Secondo David Ricardo – che era un agente di cambio figlio di un banchiere ebreo, non dimentichiamolo – fino al minimo livello che può garantire la sopravvivenza del lavoratore e del suo nucleo familiare. In tali contesti e all’interno di questa logica socialmente aberrante, la forza-lavoro deve perciò poter riprodursi, fornire risorse il più possibile “intercambiabili” al capitale, ma non è richiesto né necessario che si emancipi o che gli sia garantito il raggiungimento di un livello di vita materiale più alto. Quanto precede spiega la recente, pelosa “carità pubblica” del IV governo Berlusconi, rivolta esclusivamente agli indigenti – ad esempio attraverso l’uso di una social card caricata mensilmente con pochi spiccioli – e senza vere ed estese misure di sostegno dei redditi da lavoro dipendente.
Berlusconi si è detto dispiaciuto di non poter procedere alla detassazione delle tredicesime di operai e impiegati, eppure il pacchetto anti-crisi – di cui si vanta il super ministro dell’economia Giulio Tremonti – può contare su ben “sette strumenti” che si applicano ad un volume della bellezza di 80 miliardi di euro, detassazioni e trasferimenti netti compresi. Nella realtà, si vuole legare sempre di più i livelli retributivi – estendendo la parte variabile e discrezionale del salario a scapito di quella fissa, lasciando dilagare il precariato – agli andamenti economici aziendali, nella privatissima esaltazione della “efficienza”, della “produttività”, della crescita indefinita del tasso di profitto e nell’adorazione totemica del mercato.
In paesi deboli e privi di autonomia nel decidere autonomamente le politiche economiche e sociali – quale è, in effetti, l’Italia – pur davanti all’imminenza del disastro non vi potrà essere un’inversione di tendenza, fintanto che ciò non avverrà nel cuore del “sistema” in cui è iniziata l’ultima mutazione del capitalismo, cioè negli Stati Uniti d’America e fino a che il vento del cambiamento non inizierà a soffiare con prepotenza anche nella periferia dell’Europa.Diamo spazio, dopo di questo non brevissimo e spero non inutile commento, alle parole di Cremaschi: “Al capitalismo piace questa crisi”di Giorgio Cremaschi Dobbiamo smetterla di discutere delle chiacchiere e guardare alla sostanza dei provvedimenti che vengono presi. Per ora non c’è un solo paese occidentale che abbia deciso misure per far aumentare i salari e fermare i licenziamenti. Anche Obama tace sul salario minimo di legge, che negli Usa è fermo al 1998. Al contrario tutte le decisioni che vengono concretamente varate servono a sostenere le banche, la finanza, i programmi d’investimento, di ristrutturazione, di licenziamento delle imprese. Sotto l’onda dell’emergenza globale si affermano criteri sociali che sono quelli di una vera e propria economia di guerra.
E anche gli investimenti militari veri e propri aumentano.
Mentre i poveri reali crescono a dismisura, si definiscono ristrette categorie di poveri ufficiali. In Italia stiamo sperimentando l’elemosina di stato che tocca, con la carta sociale del governo, un milione e duecento mila persone.C’è del metodo in questa follia. Si usa la crisi per selezionare un nuovo tipo di lavoratore, e costruire attorno ad esso una società ancora più ingiusta e feroce di quella attuale. Da noi hanno cominciato con la scuola e l’Università. Le controriforme del governo sono state scritte su dettatura della Confindustria e partono dall’assunto che è impossibile avere una scuola di massa pubblica ed efficiente. Così si abbandona a se stessa gran parte della scuola pubblica e si seleziona, assieme alle imprese, l’élite per il mercato e per il profitto. In Alitalia si è fatto lo stesso. L’intervento pubblico è servito a socializzare le perdite, che pagheremo tutti noi. I padroni privati invece potranno scegliere dal contenitore della vecchia società il meglio delle rotte, delle strutture, e naturalmente dei lavoratori. E chi non ci sta attenta all’interesse nazionale. Il Sole 24 ore ha dedicato un editoriale ai nuovi nemici del popolo, piloti, musicisti, lavoratori specializzati, che pretendono di difendere il proprio status. La macina del capitalismo diventa ancora più dura quando questo va in crisi. Nel 1994 la Fiat buttò in Cassa integrazione gran parte di quegli impiegati e capi, che sfilando a suo sostegno nell’ottobre del 1980, le fecero vincere la vertenza contro gli operai. Oggi si parla tanto di merito, ma tutte le categorie professionali subiscono gli effetti di un’organizzazione del lavoro sempre più parcellizzata e autoritaria, mentre l’unico merito che davvero viene riconosciuto è quello della fedeltà e dell’obbedienza.L’amministratore delegato della Fiat vuole che la sua azienda somigli sempre di più alla catena di supermercati Wall-Mart. Si dice che Ford abbia installato le prime catene di montaggio ispirandosi a come si lavorava nei magazzini della carne di Chicago. Il modello giapponese a sua volta nasce copiando la logistica dei moderni supermercati. Ora la Fiat annuncia un futuro copiato dalla più grande catena di supermercati a basso costo. Ma Wall-Mart è anche una società brutalmente antisindacale, che schiavizza i propri dipendenti. Il programma di Marchionne è dunque anche un programma sociale, che prepara ulteriori assalti all’occupazione e ai diritti dei lavoratori Fiat. Le leggi sul lavoro flessibile che centrosinistra e centrodestra hanno varato in questi anni, ora mostrano la loro vera funzione. Esse permettono di licenziare centinaia di migliaia di persone senza articolo 18 o altro che l’impedisca. E così la tutela contro i licenziamenti diventa un privilegio, quello che permette di essere almeno dichiarati come esuberi. E i soliti commentatori di entrambi gli schieramenti annunciano che con tanto precariato, i privilegi non si possono più difendere. Per i migranti la perdita dei diritti sociali diventa anche distruzione di quelli civili. Chi viene licenziato, grazie alla Bossi-Fini, diventa clandestino e con lui tutti i suoi famigliari. E la crisi avanza. Che essa fosse ben radicata nell’economia reale e non solo in quella finanziaria, lo dimostra la velocità con cui si ferma il lavoro, si licenziano o si mettono in cassa integrazione i dipendenti. Una velocità superiore a quella della caduta della Borsa.
Le ristrutturazioni nelle aziende non sono solo crisi. Esse, come sostengono tanti dottori Stranamore dell’economia, hanno una funzione “creatrice”. Esse servono a frantumare le condizioni sociali e di lavoro, a dividere e contrapporre gli interessi, a fare entrare nel Dna di ogni persona che la sconfitta e di uno è la salvezza di un altro. La riforma del modello contrattuale vuole suggellare questa situazione. Distruggendo il contratto nazionale e limitando la contrattazione aziendale al rapporto tra salario e produttività, essa punta a selezionare una nuova specie di lavoratori super flessibili, super obbedienti e super impauriti. E per il sindacato resta la funzione della complicità, come è scritto nel libro Verde del governo.
Se è vero che le crisi sono occasioni, quella italiana sta delineando la possibilità di distruggere ogni base materiale dei principi contenuti nella Costituzione della Repubblica. Bisogna fermarli, bisogna travolgerli come stava scritto in uno striscione degli studenti. Non ci sono mediazioni rispetto al disegno di selezione sociale che sta avanzando sotto la spinta della Confindustria e del governo. O lo sconfiggiamo o ne verremo distrutti. Per questo lo sciopero del 12 dicembre non può concludere, ma deve dare l’avvio a un ciclo di lotte in grado di imporre un’altra agenda politica e sociale. Alla triade privato, mercato, flessibilità, bisogna contrapporre la difesa e l’estensione del pubblico sociale, dei diritti e dei salari. E l’Europa di Maastricht è nostro avversario così come il governo Berlusconi. C’è sempre meno spazio per quella cultura riformista che pensava di coniugare liberismo economico ed equità sociale. Per questo ci paiono sempre più stanchi e inutili i discorsi sull’economia sociale di mercato di tanti benpensanti di centrosinistra e centrodestra.
Solo un cambiamento radicale nell’economia e nella società può sconfiggere il disegno reazionario dei poteri e delle forze che ci hanno portato alla crisi attuale e che pensano di farla pagare interamente a noi. O si cambia davvero, o si precipita in una società mostruosa che avrà come necessario corollario l’autoritarismo nelle istituzioni. Forse è proprio la dimensione e la brutalità delle alternative che ci spaventa e frena, ma se questa è la realtà allora è il momento di avere coraggio.

12 aprile 2009 Posted by | 1 | , , | Lascia un commento

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30 dicembre 2008 Posted by | 1, Alberto Monetti, DOLO, STRA, VIGONOVO | , | Commenti disabilitati su TESSERAMENTI IDV 2009