Alberto Monetti Web Site

La cura

Oggi è un Bagolaro abbastanza grande, di portamento robusto ed elegante con l’ordinata chioma rotonda, verdissima, ombrosa.
Ma la storia ebbe inizio sette anni fa e non fu semplice: era settembre del 2009 e, dopo gli ennesimi atti di vandalismo nelle scuole dello Zen, si voleva fare qualcosa. Se ne discusse a lungo, non si sapeva bene che decisione prendere, cosa fare, come porre in atto gesti che costituissero una comunicazione reale e efficace con il territorio.
Alla fine si scelse: nell’aiuola antistante al piazzale della scuola una targhetta: “Dono da parte di chi ha a cuore la scuola media Falcone-Borsellino” e, all’interno, un alberello di bagolaro, alto circa un metro, ancora con l’etichetta “Celtis australis”, acquistato nel vivaio più vicino alla scuola.
Ma il dono non era l’albero, ma la “cura” che ad esso sarebbe stata dedicata.
Ogni giorno alla stessa ora, cittadini da fuori quartiere sarebbero venuti a visitarlo, a togliere le cartacce, a innaffiare, a inumidire le foglioline se necessario.
E già si sapeva come sarebbe andata: due giorni dopo non c’era altro che una buca vuota. E allora un altro bagolaro, posizionato lì, nello stesso posto del precedente, acquistato nello stesso vivaio. Ma la cosa si ripetè più volte, sotto gli occhi di tutti: l’alberello distrutto, divelto o sparito: un altro al suo posto, sempre comprato in loco, in una gara di costanza e pervicace perseveranza.
Qualcuno – si dice sia stata una donna – si accorse di quel che accadeva (perché per fortuna c’è sempre qualcuno che “si accorge” di quel che accade) e la volta successiva avvertì subito, e con tono rammaricato, gli ideatori dell’iniziativa. Ancora un altro albero, acquistato da quei cittadini venuti da fuori nel solito vivaio e piantato nell’aiuola come dono per la scuola.
Poi si vide che non c’erano più cartacce da pulire, qualcun altro lo faceva ancor prima che venissero le solite persone alla solita ora. E il terreno ogni volta si trovava già umido.
Ma ancora una volta l’alberello venne distrutto e abbattuto, ma quella volta gli abitanti del quartiere pretesero di ricomprarlo con soldi loro e lo ripiantarono nel luogo consueto. E da allora rimase, e crebbe.
Ormai sono anni che quei cittadini non vanno più a curarlo, l’albero è rigoglioso, ci sta attenta la gente del quartiere.
E nella scuola gli atti di vandalismo sono andati a diminuire: è molto tempo che non ce ne sono più.

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1 agosto 2009 - Posted by | 1 | , , , ,

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